Un grande vaso di terracotta di età etrusca, 14.838 pezzi di bronzo tra cui oggetti e strumenti finiti (asce, fibule, coltelli, falcetti, rasoi) ma anche oggetti non rifiniti, scarti di lavorazione e pani grezzi di rame e altri metalli. Questo deposito di materiali da fonderia, scoperto nel 1878 nei pressi della Basilica di San Francesco a Bologna, è una eccezionale testimonianza dell'attività metallurgica e dell'importanza industriale della città in epoca villanoviana, tra la fine dell'VIII e l'inizio del VII secolo a.C. Il ritrovamento di questo "ripostiglio" si deve ad Antonio Zannoni, figura eclettica della Bologna di fine Ottocento che coordinò numerosi scavi dentro e fuori il tessuto urbano bolognese e si applicò alla documentazione dell'attività archeologica con rigore scientifico: rilievi degli scavi, catalogazione dei reperti, mappe, foto e relazioni accuratissime hanno reso i suoi documenti delle fonti inestimabili. Il volume, arricchito dalla prefazione di Laura Bentini e da estratti dei taccuini di scavo, ripropone e ricontestualizza il testo e le 56 tavole fotografiche con cui Zannoni documentò minuziosamente lo scavo e i ritrovamenti della cosiddetta "Fonderia di Bologna" . Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.